venerdì, 30 ottobre 2009,11:53
VOGLIO FARE UN PIC NIC AL CIMITERO

il giorno dei morti insieme a te.
voglio fare una bella passeggiata
portarmi i panini nello zaino
chiacchierare piano insieme a te.

voglio parlare di letteratura
voglio chiederti se preghi la madonna
voglio chiederti i tuoi gusti musicali
e poi voglio parlarti di mia nonna.

voglio stare in silenzio a passeggiare
inventarmi le vite di chi è morto
domandarti se ti piace l'insalata
progettare cosa mettere in un orto.

voglio farti una domanda a trabocchetto
e poi ridere se reagisci male
e rincorrerti per tutto il camposanto
e parlarti del tuo segno zodiacale.

voglio stare così fino a sera
ammirando le lapidi per terra
e giurarti che tra noi non sarà guerra
e baciarti nel tramonto ultravioletto.

(Francesca Genti)


Ti sei reso conto che ho smesso di proporti cose da fare, posti dove andare e blablabla?
Ho mille cazzi da palleggiare, non li sto facendo pesare a nessuno (perchè non voglio preoccupare nessuno e perchè credo di farcela da sola), ma a volte non è così facile, soprattutto quando vedo che le cose non si muovono in nessun modo, e la notte non dormo e mi vengono emicranie e però se mi chiedi come io stia mi viene da dirti "bene" perchè non voglio che i miei problemi diventino problemi di altri.
poi, se me li chiedi, te li posso pure raccontare.
Mi sono accartocciata in questa marinata di preoccupazioni e di giorni che non passano.
Non ti ho chiesto più niente, e così non va bene, perchè se non chiedo non ho, sorpattutto con te, che invece non proponi mai, non so se per carattere o per un momento che stai passando.
pertanto d'ora in poi torno a proporti cose, a dirti "andiamo-facciamo-disfiamo" ma anche "guarda-ascolta-leggi" e mi aspetto che tu con un intervallo compreso tra "spesso" e "ogni tanto" mi dica di sì.
mi aspetto anche che tu mi dice "guarda-ascolta-leggi" e che mi faccia leggere il racconto del concorso (l'incipit proprio non va bene).
Hai i tuoi impegni, i tuoi amici, il tuo studio, il teatro, il tuo lavoro incasinato, le tue cose ecc ecc ecc, ma  in mezzo a tutto questo ci sono anch'io.
Non voglio essere messa su un piedistallo, non sono un panda, faccio semplicemente  presente che ci sono.
Faccio le mie cose nella mia perfetta autonomia, ma ci tengo a farle anche con le persone che in questo momento stanno qui, in una intersecazione spaziotemporale che prevede l'esselunga, i mandarini, le calze, i concerti, le lampadine che esplodono, i curricula mandati e non cagati, le birre divise in due.
(e molto altro).

mi aspetto di farti un risotto con il brodo vero, domani.
e una passeggiata a guardare le foglie per terra, domenica.
(e il pic nic al cimitero, portami al monumentale e fammi sognare)
e fanculo, ti ho trovato i biglietti per i massive attack.
by JuneParker | commenti (8) | commenti (8)(popup)
Link | categoria:
mercoledì, 21 ottobre 2009,12:17
Vivo un ascetismo forzato.
Non è che mi faccia molto bene, ma questo è un dato di fatto.
Mi sveglio, guardo fuori dalla finestra, quando fa buio so che posso tornare a (non) dormire.
Anche l'insonnia, ci si è messa. Del tipo che mi sveglio alle 4 del mattino in preda alle preoccupazioni (cosa sarà la mia vita? cosa posso inventarmi? perchè so una parola che si chiama austerity?) e sento il mio coinquilino che alle sei va in cucina - probabilmente l'unico momento in cui è sobrio della giornata - a mettere a posto i piatti.
Pulisce dappertutto, ma non i fornelli. Li trovo sempre appiccicaticci, ma dal momento che non ho le forze per litigare, passo la spugnetta con il last senza fargli notare nulla.
Un giorno magari riderò di questo periodo scapigliato e disperato.
Mi chiedo: sono depressa?
Ma poi mi dico che io e la mia famiglia (da parte di madre) non crediamo nella depressione, che provengo da un ceppo di donne forti e autoritarie che quando sono nella merda si rimboccano le maniche, e reagiscono e fanno cose senza stare su un letto a pensare che la loro vita sia finita in un'ansa.
Sono molto brava a non far(mi) pesare sulle persone che mi sono molto vicine.
Anche perchè con loro mi viene spontaneo essere meno pesante di quanto non sia effettivamente. Cucino dei robusti risotti gialli, e delle sostanziose zuppe di verdure, e se piango è colpa delle cipolle.

(non farò il corso di scrittura, alla fine).

P lavora tantissimo, e io me ne sto a chiedermi - come una stupida - se mi pensi durante il giorno. Ovviamente deve pensare a cose molto più performanti, mentre io con tutto il mio tempo coltivo giardini di paturnie in cui metto pure rane di gesso e nanetti da giardino.
Poi mi dice che sta capendo delle cose, che sta cambiando, che è anche merito mio, che andremo a un sacco di concerti a cui saremo accreditati e questo mi tranquillizza molto.
Io la sera gli leggo dei pezzi di libri che ho trovato e che potrebbero piacergli.
Non capisco come possa apprezzare quella decerebrata della soncini, a cui io vorrei fare del male.

le persone che non sopporto -. quelle famose - sono luciana littizzetto, fabio fazio, cristina parodi e mariastella gelmini. Ma più di tutti odio daria bignardi.
la soncini no, la disprezzo e basta per la sua stupidità e la sua aria tragica e il fatto che lei ha una birkin.

Io quest'anno non mi sono comprata niente.


by JuneParker | commenti (14) | commenti (14)(popup)
Link | categoria:
martedì, 13 ottobre 2009,13:48
Vorrei scrivere cose brillanti e intelligenti sulla mia recente espereinza in paestra, ma c'è chi l'ha fatto meglio di me, e io non saprei che altro aggiungere se non che vorrei fare un copia e incolla delle sue parole, delle sue esperienze e di tutta la sua vita e portarla qui, dentro di me.
Io ero quella con gli occhiali e senza fiato. Sono stata doppiata più volte da un vecchio con i calzini di spugna bianchi a metà polpaccio, che a un esame più attento è risultato essere completamente privo di peli.
Ero anche l'unica a sembrare una scappata di casa, con i pantaloni della tuta sformati sulle ginocchia e una maglietta che ha sbagliato candeggio.
Tutte erano invece molto abbinate e con pantaloni o particolarmente aderenti o di 4 taglie più della loro con lucchetti, cerniere e elastici vari, come se anche l'abbigliamento sportivo dovesse dividere le femmine in diverse categorie, di cui una è troietta e l'altra è sopravvissuta a qualche cosa. Io mi permetto di essere l'outsider.
Mi sorprende sempre trovare chi si trucca nello spogliatorio prima di entrare a sudare. A me colerebbe tutto.
Già è difficile mantenere una certa dignità quando tutti si trovano girati sulla destra e gli sfigati (due) sulla sinistra, o quando chi ne sa estrae integratori con colori sovrannaturali e sfancula i figli di nessuno che hanno la bottiglia d'acqua senza tappo, figuriamoci se avessi anche il mascare che mi cola sulle guance.
In ogni caso vado in palestra per avere un culo (non importa se sodo o meno, basta che non sia quella cosa informe che adesso mi dielggia dallo specchio) e perchè mi hanno detto che l'attività fisica sviluppa le endorfine che dovrebbero farmi stare bella calda anche nel gelo della mia vita.
Ho passato tutta l'ora a pensare a cosa avrei potuto mangiare una volta arrivata a casa e se la botta ormonale mi avrebbe fatto dormire per otto ore di seguito.
Non l'ha fatto.
Oggi però in compenso mi fanno male tutti i muscoli.

by JuneParker | commenti (9) | commenti (9)(popup)
Link | categoria:
venerdì, 09 ottobre 2009,11:39
Alleggerisci - non pensare al peggio - aspetta-
Alleggerisci - non pensare come tuo solito al peggio - aspetta -respira-
Alleggerisci - non è successo nulla - non pensare alle catastrofi - sii fiduciosa.

Se deve andare male, andrà male.
Tu stai tranquilla.
Avevi delle cose da dire, le hai dette.
Dovevi correre un rischio, l'hai corso.
Adesso non dipende più da te.
Da che dipende? -dalla notte che è passata? dai pensieri che sono stati o che non sono stati fatti?

pensa che sei stato un donnino coraggioso.
che hai fatto tutto per il meglio.
che c'era una situazione da chiarire e l'hai chiarita.

L'orgasmo simultaneo è quella cazzata che ha rovinato miioni di rapporti.
Quasi mai si è pronti a fare le stesse cose insieme. Quantomeno, quasi mai un rapporto arriva a un punto di maturazione (di marcescenza?) per tutte e due le parti nello stesso istante.
Chi è più avanti si ferma e aspetta chi rimane indietro.
Tu l'hai fatto.
Ora non sta a te.

mioddio. mioddio. mioddio.

by JuneParker | commenti (9) | commenti (9)(popup)
Link | categoria:
lunedì, 05 ottobre 2009,19:08
quando passo un intero fine settimana a como vivo questo stato di perenne alienazione in cui non capisco bene da dove vengo o come sia riuscita a non sognare quello che le mie compagne delle medie hanno tutte (sostanzialmente una vita stabile e infelice, un marito che non amano più e una casa a madesimo).
La domenica mattina è il momento in cui la provincia esprime il suo essere un virgulto concimato dalla borgesia consolidata che ha la spocchia pecuniaria e che sogna antentati che non morivano di fame e di stenti.
Il bar dove ordinare il crodino con le patatine e le olive dopo la messa è la vera dichiarazione dei redditi: per ogni tavolo l'ideale sarebbe trovare il quotidiano locale, il vassoio dei pasticcini domenicali, una borsa di louis vuitton e una bionda mechata.
Man mano che si perde uno di questi elementi ci si avvicina al baratro sociale delle villette bifamiliari con giardino sul retro e il garage a misura dei simil suv.

/(continua)




by JuneParker | commenti (3) | commenti (3)(popup)
Link | categoria:
mercoledì, 23 settembre 2009,18:49
Avevano tutte più o meno trent'anni.
l'età in cui a volte si fatica ad ammettere che è la nostra vita quella che stiamo vivendo.
(Alice Munro).

Ascolto più musica del dovuto, la sperimento, me la provo come se fosse uno scampolo di seta per vedere come mi sta addosso.
Adesso ho da stamattina mark lanegan, e quella voce roca e fumosa mi fa star bene più di molte altre cose.

Mi penso cone un'anziana signorina, di un'altra generazione. Ce ne sono state parecchie, in famiglia. Discendo da gente squattrinata, maledettamente schiva, tenace e frugale. Come loro, anch'io so farmi durare tanto il poco.

questa non sono io, questa è  la murno- ma è come se queste parole fossero mie, solo che lei le ha detto prima e meglio.

Verdocchi è in un periodo di seria austerity. questo è abbastanza frustrante per la nostra vita sociale, ma il fatto che anch'io non possa spendere nulla più dell'indispensabile mi responsabilizza molto, e la sera vorrei fargli un elenco delle cose che non ho comprato e aspettare le sue lodi.
grazie al cielo non lo faccio mai (anche perchè dovrei confessare di aver comprato cose superflue ma gratificanti, come un paio di orecchini in strass a forma di teschio, un paio di stivali e una cappa in lana grigia di benetton - che quest'anno ha fatto una collezione non frusta).

l'ho invitato a cena, sabato, dove per l'emozione brucerò tutto o metterò due volte il sale in ogni pietanza. Non mi ha risposto, nel mio delirio di persecuzione immagino che gli abbia fatto una Grande Richiesta da cui si è Sentito Schiacciato, e pertanto mi lascerà (ammesso che ci si possa dire assieme).

Credo che il segreto, con lui, sia di pensare che sia tutto precario, come una vacanza lunga, che però prima o poi finirà e io mi ritroverò di nuovo sola in aereoporto a tormentarmi su quanto cazzo possa pesare la mia valigia.

Finché la nostra relazione è supportata da questo mio convincimento, non temo nulla.
by JuneParker | commenti (6) | commenti (6)(popup)
Link | categoria:
lunedì, 21 settembre 2009,16:54
Tutto sta nel punto di partenza.
Per alcuni se non succede niente è perchè si sta preparando ad andare male.
Per altri, non succede nulla perchè va tutto bene.

io ovviamente appartengo alla prima categoria.
by JuneParker | commenti (5) | commenti (5)(popup)
Link | categoria:
venerdì, 18 settembre 2009,13:53
non ci sono morti, feriti, dispersi.
Quantomeno, le cose che vanno male vanno inequivocabilmente male, e quelle che vanno bene, vanno molto bene.
Dimagrisco, non so nemmeno io perchè.
Bevo molte birre, esco la sera, vado al cinema, vado ai concerti, bacio verdocchi, mi vedo con le amiche, mi metto al sole, mi bagno con la pioggia,  mi si rompe la macchina, mi si rompe la lavatrice, rido.
Non assumo più psicofarmaci, che ho buttato nell'apposito bidone posto davanti alle farmacie comunali.

Mi pento di non avere un accesso televisivo, in modo tale da poter coltivare una sana ossessione per mara maionchi.

Penso a cose come la semplicità.
Come la mancanza di opportunità, il vivere in una realtà dove due semafori sono un evento potrebbe rendere tutto più facile.
Alzarsi la mattina, prendere i giornali (un po' di sana disinformazione comunista) dall'unico giornalaio e andare a fare colazione nell'unico bar della piazza, dove non ci sono 45 diversi tipi di brioches, ma solo liscia, marmellata e crema-non-chimica.
Le rondini ci sono anche a milano, quindi non valgono.
A volte mi sento oppressa da tutto quel che potrei fare. A volte vorre prendere la mia macchina (risorta dietro 126 euro di obolo) e andare che ne so, in engadina o in altre realtà magari pianeggianti, dove adesso c'è già la nebbia non solo al mattino.


Incredibilmente non sotterro verdocchi dietro milioni di richieste di rassicurazioni di ogni genere (affettive, sessuali, economiche, future, musicali).
Questa cosa stupisce me stessa prima delle persone che mi conoscono.
Non so mai come vestirmi, anche perchè per la prima volta in vita mia il fatto che non vada in giro in tuta senza trucco e con i capelli non lavati viene notato con un certo interesse.
Quantomeno, viene notato, e questo non è mai una cosa scontata in un rappresentante del genere maschile.

per il resto, persone muoiono sebbene continuino a vivere, ma per me, muoiono.


by JuneParker | commenti (7) | commenti (7)(popup)
Link | categoria:
giovedì, 10 settembre 2009,17:58
c'è che alla fine le barriere cadono, una dopo l'altra.
e mi ritrovo nuda più che se mi fossi tolta tutti i vestiti.
c'è che per una volta tanto cerco di vievere il bello che mi sta capitando, senza pensare a quando sarà brutto, o a quanto soffrirò.
sono sempre paranoica.
ho sempre i miei momenti di blackout in cui tutto non può che andar male, me lo sento, e allora invece che chiamare come una pazza (quale sono) per chiedergli dove sia e cosa stia facendo e se gli manco e se mi pensa e se potrà mai prendere in consoderazione l'idea di innamorarsi di me, mi metto a guardare un film, o fuori dalla finestra, o le pellicine della unghie che crescono sempre (le maledette), o mi metto a ridefinire le sopracciglia, gli obiettivi, le speranze, i sogni.
Metto un disco, ballo come una forsennata alla faccia del nuovo coinquilino, che in ogni caso non esiste se non per delle labili tracce che lascia per casa, come le sue tazze della colazione che cambiano posto la mattina.
Ho molta paura.
Sono molto felice.
by JuneParker | commenti (11) | commenti (11)(popup)
Link | categoria:
martedì, 25 agosto 2009,11:02
il caffè chimico alla vaniglia.
ricevere chiamate inaspettate in cui ci si dice "ti racconterò questi giorni".
il freddo e poi il caldo e poi ancora il freddo.
due berlinesi di cui mi sono innamorata istantaneamente senza essere corrisposta.
i concerti a cui sono andata.
i concerti a cui andrò.
il più bel mazzo di fiori che abbia mai ricevuto (da un gay di 66 anni)-
la luce che c'era sempre..

è stato un mese strano, questo.
era agosto,sentiva che  la sua vita sarebbe presto cambiata (diceva carver).
io non so cosa fare, nel frattempo. Leggo molto, penso altrettanto, mantengo il mio pallore da inizio aprile, presto saremo di nuovo tutte livide e non mi si noterà così tanto.
I negozi sono pieni di viola, grigio e blu.
Sono anche pieni di spalle imbottite (zara) e tutine luccicanti (H&M).  temo molto gli anni 80.
assumo con pazienza pasticche di ferro e spero di trovare un lavoro da cui sarò schiavizzata e che mi lascerà solo le energie per tornare a casa a mettermi un pigiama e a scaldarmi il minestrone surgelato.
sono partia che mi mancava una persona, e poi non mi è mancata più.

Non ho niente, non ho certezze, nessun punto fermo.
Ho solo opportunità, mi dico (e a volte ci credo)
by JuneParker | commenti (9) | commenti (9)(popup)
Link | categoria: